Monia Scarpelli

"Nel bel mezzo dell'inverno, ho infine compreso che vi era in me un'invincibile estate"

"Nel bel mezzo dell'inverno, ho infine compreso che vi era in me un'invincibile estate"

Una donna buffa….

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Una donna buffa e senza ombrello ride sotto la pioggia, perché pensa ai suoi capelli flosci come spinaci lessi.

Una donna buffa custodisce sempre almeno un “troppo” dentro di sé: troppo bassa, troppo alta, troppo grassa, troppo magra, troppo rumorosa, troppo distratta, troppo attenta, troppo rigida, troppo impulsiva, troppo tagliente, troppo impetuosa, troppo fredda. A volte, se è fortunata, ne combina anche qualcuno di più. Fortunata sì, perché sono gli estremi dei suoi “troppo” che disegnano il suo orizzonte interno, le moltitudini che contiene.

Una donna buffa sorride piegando la bocca in mille modi. E ogni piega, in pochi lo sanno, demarca un confine differente e più o meno labile rispetto alla tristezza, la malinconia, la delusione e l’abbandono.

Una donna buffa fa ridere gli altri perché le viene naturale, ma anche per dimostrare a se stessa che si può farlo in un momento in cui pensava non ci fosse proprio niente da ridere. Una donna buffa fa ridere gli altri e pensa che sia come bere un bicchier d’acqua: quando qualcuno ride in maniera sincera, tutto il mondo ha meno sete.

Una donna buffa fa un po’ paura, è un animale fantastico di cui parlano in tanti ma che nessuno ha mai visto. E si sa che quello che la fantasia partorisce spesso è fatto di luci abbaglianti e anche di profondi baratri. Ma la donna buffa ha imparato a schermarsi, a farci rafting in quei baratri, a risalire e riscendere, a volte usando degli scivoli. Perché il mondo ha bisogno di essere osservato da tanti punti di vista e comunque ti sorprende.

Una donna buffa accetta di essere stupita, anzi lo desidera. Usa l’ironia per difendersi, la comicità per approfondire e l’autoironia per rivelarsi.

Una donna buffa è un’esperta anche nel piangere, poi si guarda allo specchio e si riscopre buffa di nuovo. Una donna buffa vibra, fruscia, fa il solletico alla vita e il solletico lo scorge sotto la superficie di ogni stato d’animo.

Una donna buffa non può insegnarvi a gestire la sua indole, perché semplicemente la vive. Siate sereni però: niente di buffo ha mai fatto troppo male. Al massimo ha fatto spalancare gli occhi e accelerare il battito.

Una donna buffa sa che non è facile essere compresa, ma non ha paura di sbagliare perché sa che quel buffo appiccicato addosso non è un’etichetta, ma il segno di un rapporto diretto con l’anima, un giubbotto di salvataggio. Ma mica tutti vogliono essere salvati. Ma mica tutti vogliono un pezzetto d’anima.

“Sei una donna buffa!” me lo hanno detto in tanti, qualcuno giusto ieri ed è così che sono una donna buffa.

Le donne buffe non sono tutte uguali, ma si somigliano nel loro modo di attraversare la vita come su una bicicletta che va a zigzag. Traiettorie inusuali, viaggi fatti a volte solo per esperti, non della vita ma del lasciarsi andare e accadere.

 

“Mentre gli uomini si vantano di cose che non sono mai accadute, le donne hanno avventure che mai racconteranno.”
(Charles Bukowski)

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