In viaggio sui binari

L'Orient Express, il treno che corre nel tempo

A bordo dell'Orient Express è iniziato il mio viaggio nel mondo dell'editoria...

Ebbene sì, ho messo piede nel mondo incantato del treno più famoso del mondo, anzi del Treno dei Re e del Re dei Treni, come veniva definito.

A Luglio del 2000 ho discusso la mia tesi affrontando proprio l'argomento Orient Express da un'insolita angolazione, ossia come prodotto turistico gestito da un'azienda inserita all'interno del mercato, ma in una sua propria nicchia. E' facile immaginare quanto speciali e inusuali apparissero sia l'uno che l'altra e credo sia anche plausibile pensare che io mi sia enormemente divertita nell'analizzare questa realtà.

"In viaggio sui binari" è nato quindi come uno studio Universitario, aggiustato poi, come sotto le mani sapienti di un sarto, a saggio di marketing vero e proprio che si sviluppa con più di una pretesa: innanzitutto quella di fornire i cenni storici fondamentali sul come, quando e con quali sforzi il treno sia stato rimesso in attività da James Sherwood, ma anche di mostrare, attraverso un'analisi del prodotto quanto più possibile accurata, i suoi punti di forza e di debolezza; inoltre, una volta definiti azienda e prodotto, l'Orient Express viene inserito in un contesto economico, nella realtà turistica dei viaggi di piacere, così da poterne sottolineare il valore percepito, il posizionamento sul mercato e i possibili scenari futuri.

Oltretutto, andando a ritroso nel testo, ossia risalendo a quella che potremo chiamare una sostanziosa premessa, per permettere a tutti i lettori di comprendere appieno gli aspetti rilevati, si parte dando una serie di definizioni e spiegazioni sul percorso seguito per effettuare l'intera trattazione: dalla centralità del treno all'interno del pacchetto turistico e quindi del viaggio, all'importanza dell'Orient Express come mezzo di trasporto, viaggio nella storia e nel tempo, esperienza di scoperta piacevolmente vissuta nel lusso, un lusso di concezione antica e quasi solenne.

Mi auguro che rimaniate incantati da questo treno, anche solo un decimo di quanto lo sono stata io, che ho avuto anche l'immensa fortuna di calpestare i suoi tappeti, sfiorandone i mobili, i tavoli delle sue tre carrozze ristorante, il bancone del bar, la superficie liscia e lucida del pianoforte, così come di curiosare nelle cuccette, nell'attrezzatissima cucina e nei vagoni bagagli. Se così fosse....inizierete un viaggio unico, accompagnati forse anche dalle mie riflessioni, ma soprattutto da un capo treno che, dondolando le code della sua lunga giacca nera bordata d'oro, vi dirà, con un mezzo inchino e un sorriso: "Signori, prego, da questa parte. Tutti in carrozza!"