Mani di vaniglia

Nascita di una mamma in 40 settimane

“[...] Quando si diventa mamme lo si rimane per sempre, qualunque cosa accada; Così quella sensazione che si avverte quando quel minuscolo corpicino esce dalle nostre viscere, ce la portiamo con noi fino alla fine della nostra vita, come se, uscendo, il bambino avesse fatto entrare qualcosa d'altro in noi, a ricordarci che lui è stato lì. Un po' come se potesse lasciare un'impronta, un'orma perfetta sui nostri organi imperfetti; [...]”

Se una madre sa fin da subito che darà alla luce una persona nuova di zecca, quello che non sa è che, in realtà, saranno due le persone nuove di zecca a nascere dopo quelle fatidiche 40 settimane (o qualcosa di meno, nel mio caso!).

Così nasce una mamma.

Una donna scopre di avere una nuova dimensione, che deve confluire nelle altre per formare una personalità e una vita più complesse, immensamente complete e intricate come non è possibile immaginare. Si diventa madri, figlie, compagne, amanti, amiche, sorelle in una maniera diversa perchè differente è quello che si sente e il modo di sentirlo. Come avere un altro paio di orecchie, di occhi e un altro emisfero del cuore dove sbocciano altri neonati: coraggio, paura, attesa, immaginazione, insicurezza e amore. Ci si trasforma per sopravvivere e per far sopravvivere, ma soprattutto per VIVERE appieno quello che la vita ci ha regalato e che noi abbiamo regalato alla vita.

E come tutte le strade, come tutte le storie, anche questa parte dal principio, da un presentimento e da un desiderio che poi sfociano in fiumi di pensieri e di azioni, di esperienze che spuntano come foglie fresche su un nuovo albero. Che farà lì dentro? Perchè si muove così? E poi come sarò io? Le domande segnano l'inizio come segneranno tutta la storia e poi tutta la nostra vita, perchè di chiedersi cosa fare e come farlo non finiremo mai...

Passando attraverso i dubbi, le aspettative e un senso di euforia contagioso che si tramuta in responsabilità, nasce una nuova mamma che canta canzoni degli U2 assieme a ninna nanne tradizionali, che partorisce pensieri negativi e grandi speranze, che studia cosa accade nel suo corpo ma soprattutto nel suo cuore e nella sua testa, che continua a filtrare il mondo, i rapporti, i legami con le lenti dell'ironia e che continua a sognare...stavolta per due!

"[...] Le mani di vaniglia di nostro figlio avrebbero filtrato ogni nuova esperienza, schermandoci dal mondo esterno, dai problemi di lavoro, dalle arrabbiature e dalle lunghe file in auto, e racchiudendo allo stesso tempo noi tre in uno spazio soltanto nostro, in cui ogni rumore, parola, suono o delusione sarebbe stata attutita.

Dopo i miei nove mesi trascorsi nella bolla di sapone che mi cullava dolcemente per aria, iniziavo il resto della mia vita passando da quelle mani.[...]"