Monia Scarpelli

nasce a...

...Firenze il 13 Marzo 1976 (…e condivide il compleanno con Luciano Ligabue); dopo l'Istituto Tecnico Commerciale e il famigerato corso di “Perito Aziendale e Corrispondente in Lingue Estere” che adesso non esiste più, si getta nel campo del Turismo seguendo il corso di “Economia & Gestione dei Servizi Turistici” alla Facoltà di Economia della sua città. Insomma, mai che questa ragazza trovi un corso di studi dal nome pronunciabile in breve!

Dopo oltre due anni e mezzo di onorato servizio turistico e dopo aver accumulato una spiccata varietà di contratti a termine (si definisce infatti, sopravvissuta all'Università e a numerose esperienze lavorative contrattualmente variegate..) non trovando il minimo comune denominatore tra i 60/60 degli studi tecnici e il 110/110 (e lode!) degli studi economici, cambia lavoro e s’impiega per quasi cinque anni in una nota azienda farmaceutica internazionale, occupandosi di export e di logistica. Oltre all’incubo della Pasta Bianca, lì conosce alcuni degli amici più preziosi che la vita le abbia regalato e sempre lì lascia il suo cuore all’inizio del 2006, dando le dimissioni per passare a miglior lavoro (ma non a miglior vita!) presso un marchio mondiale della moda..dove sostiene di essere ancora impiegata, salvo non abbia ricevuto comunicazione di un repentino quanto inaspettato licenziamento!

Si è sposata nel 2004 con il suo eterno amore e vive con lui e il loro coniglietto nano in una casa dalle tende arancioni e dai balconi stracolmi di piante verdi e aromatiche (di cui si occupa il marito, perché se fosse per lei probabilmente sarebbero ridotte a piccoli scheletri rinsecchiti).Ad Agosto del 2007, poi, nel primo giorno di ferie annuali del padre, è venuto al mondo Mattia (il bambino più bello che ci sia!), ad ampliare il suo nucleo familiare ed a conferirle il ruolo di mamma oltre che di moglie, mentre lei continua a chiedersi: “Sarò in grado?!”

Scrive dalla tenera età di due anni (all’epoca sui muri di casa, con scarsa compiacenza dei genitori). “Pasta Bianca” è il suo primo romanzo, il suo secondo lavoro pubblicato dopo “In viaggio sui binari – Il caso Orient Express” un saggio di marketing sul prodotto turistico più anomalo e affascinante del mercato (considerando che si tratta anche di un pezzo di storia e del protagonista di uno dei più famosi romanzi di una certa Agatha Christie). Hanno fatto seguito, poi, “Ancora pasta bianca (nonostante tutto!)” e “Mani di vaniglia” e siamo soltanto all'inizio...

E lei, amante dello sport (da spettatrice più che da atleta protagonista!), tifosa della squadra Viola e degli omoni della Nazionale di Rugby, il cui cuore verde-Irlanda batte da sempre per gli U2, mette un po' della sua vita nei suoi racconti, arricchendoli, dove possibile, con angoli della sua città, ritratti di amiche e invenzioni realisticamente divertenti, raccontando storie di tutti i giorni (non gliene voglia Riccardo Fogli!) con una leggerezza delicata, ottimistica e frizzante. Il suo sogno nel cassetto è che i suoi romanzi vengano tradotti in 5 lingue…o almeno in Inglese, così da inviarne una copia a Bono degli U2. A questo proposito, sottolinea che il suo nome le è sempre piaciuto e che non ha mai avuto intenzione di usare nemmeno uno pseudonimo, salvo desiderare tanto chiamarsi Mary, appena ha sentito proprio Bono sussurrarlo nella versione rivista di “One”.

Il complimento più bello che dice di aver ricevuto di recente è stato lasciato sotto il suo albero di Natale, assieme ad un regalo “da scrittore”; il biglietto diceva: “Sei la mia cantastorie preferita”. E di cantare storie non si stanca proprio mai.

Se poi incontrasse il genio della lampada, che di desideri potrebbe fargliene esprimere addirittura tre, dopo aver realizzato il gigantesco sogno di cui sopra, vorrebbe poter pubblicare tutti gli altri romanzi che ha in testa e in parte già sulla carta, in cerca di editore... Per il terzo desiderio si riserva il diritto di pensarci o forse di non esternarlo mai, per cullarsi eternamente nell'idea di averne ancora uno a disposizione...