Monia Scarpelli

"Ho compreso, infine, che nel mezzo dell’inverno vi era in me un’invincibile estate."

"Ho compreso, infine, che nel mezzo dell’inverno vi era in me un’invincibile estate."

A che serve inventare…

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E’ il giorno del mio compleanno e, come ogni anno, una delle mie migliori amiche mi invia ben due messaggi: il primo da parte sua; scarno e schietto, perché le parole non sono il suo forte ma il cuore puro quello sì. Il secondo, per interposta persona, da parte del nostro cantante preferito, quello che amiamo dall’adolescenza, quello che ci è piaciuto tamarro da giovane e ci piace imbolsito da vecchio, quello che il mondo chiama Bono ma noi, in tono confidenziale chiamiamo Paolino. Noi, solo noi.

Il primo messaggio arriva la mattina presto.

Nel primo pomeriggio arriva anche quello di Paolino, puntuale come il brivido ormai vecchio sull’acuto di “With or without you”.

Poco dopo, però, il cellulare mi avvisa che di messaggi ne è arrivato un altro, sempre da lei, sempre dalla mia impareggiabile combinaguai e più o meno dice: “latte, dentifricio, pasta, detersivo per i piatti…”

Sorrido e le riscrivo: “Ma questa è la lista della spesa…”

“Uh!” risponde lei, come se me lo stesse dicendo a voce:”la volevo condividere con mio marito e invece oggi mando tutto a te!”

La conosco, non avrà retto nemmeno un minuto prima di dire a voce alta cos’ha combinato e, fortuna vuole, che la mia amica del cuore primaria, il capo branco, lavori solo a qualche scrivania di distanza dalla mia “Flo” (l’avete letto Pasta bianca vero?!).

Passano non più di due minuti e il cellulare trilla di nuovo. Un altro messaggio, ma questo è del capo branco:

“Dato che vai a fare la spesa per Flo, prendi un kg di mele Annurca e un litro di latte anche per me? Prossima uscita insieme al supermercato per fare la spesa?!”

Ridere da soli dietro la propria scrivania nel giorno del proprio compleanno …

A che serve inventare personaggi strampalati, dialoghi sagaci e buffe divagazioni quando tutto questo ce l’hai intorno, perché te lo sei guadagnato?

 

La Verità è più strana della Fantasia perché la Fantasia è costretta a attenersi al probabile, la Verità invece no. (M. Twain)

 

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