Monia Scarpelli

"Ho compreso, infine, che nel mezzo dell’inverno vi era in me un’invincibile estate."

"Ho compreso, infine, che nel mezzo dell’inverno vi era in me un’invincibile estate."

La neve sulla primavera

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I primi si sono posati sul mio parabrezza stamattina.

Erano piccoli, meno di una lenticchia e si posavano leggeri, con quella leggerezza tipica della felicità. La neve su di me ha sempre avuto questo effetto; e anche se stamani era proprio poca per entusiasmarsi, la felicità è arrivata lo stesso.

Fiocchi come briciole che rendevano l’aria ancora più fredda, piccoli vortici e soffi allegri. E dietro di loro, sullo sfondo, gli alberi già in fiore, come una contraddizione.

Ci ho pensato a lungo e ho capito che a me le contraddizioni a volte piacciono davvero, come lo scontro di due realtà che a nessuno verrebbe in mente di mettere vicine, un tabù che è stato sfatato, come un divieto infranto, una piccola ribellione.

Questo era oggi la neve sulla primavera: una piccola ribellione.

E io ho assistito incantata, pensando che sono nata proprio in una ribellione così, nel mese pazzo di Marzo, col vento che spazza il polline e qualche fiocco, chi lo sa?; con le nuvole che corrono veloci, che sfumano di grigio e poi tornano bianche.

La ribellione è finita presto, ma la primavera e la neve si erano già incontrate: il miracolo era già compiuto. Quei fiocchi così piccoli avevano squarciato il cielo e toccato i fiori. Ormai si conoscevano, potevano proseguire insieme.

 

 

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